L’uomo esprime tutta la sua “grazia” nella carezza. La più pura tra tutte le emanazioni affettive.
La carezza è l’unico vero sublimato affettivo di cui disponiamo, espressione di un amore incontaminato, privo di finalità, di accenti, di cuspidi.
La carezza per sua natura non è seduttiva, è noumeno prima ancora che fenomeno.
Nella carezza non c’è leziosità, piaggeria, né ipocrisia.
Il suo valore è immenso perchè se ne dispensano poche. Troppo preziosa e nobile per diventare fenomeno di massa.
E’ materica ma non sufficientemente per alimentare il fuoco dell’eros. La sua semplicità aliena il ricevente, allevato ad un emotività grezza, elevandolo ad altezze inusuali.
La carezza non affonda, non si impadronisce, non viola né profana. E’ semplice, leggera, mai invasiva. Nella carezza c’è contemplazione, adorazione, tenerezza, perdono.
Nella carezza c’è sacralità, veritas e quell’intimità discreta che non prelude ad alcun divenire.
Nemmeno il bacio, che può farsi sociale, può aspirare a tanto.
ottobre 12, 2009 alle 1:02 pm
Condivido appieno lo scritto. C’è bisogno di carezze
ottobre 13, 2009 alle 1:50 pm
Secondo me la carezza è più tipicmente femminile. L’uomo non la possiede come caratteristica. Può accarezzare un animale, un bambino, ma una donna no.